Perchè visitare le Egadi? Perchè significa fare una vacanza che ti porta alla scoperta di una terra ricca di miti, di cultura, di posti incontaminati e paesaggi suggestivi.
Sapevate, ad esempio, che nel IX libro dell'Odissea Omero fa approdare Ulisse su un'isola e che Enea approdò qui dopo la morte del padre Anchise?
Sicani, Fenici e molti altri popoli vennero a vivere proprio nelle grotte delle Egadi. Nelle profondità di queste acque si nascondono relitti di scafi punici, di triremi romane e di galeoni spagnoli.
Dalla fine dell'800 le nostre isole conobbero il loro massimo splendore architettonico e industriale sotto la famiglia Florio, al cui servizio operò addirittura il famoso progettista Damiano Almeyda.
La presenza dell'uomo sulle isole Egadi risale a tempi assai remoti. Le testimonianze storiche rinvenute nella grotta del Genovese, sull'isola di Levanzo, stanno a significare che le stesse venivano già abitate ancor prima del loro distacco dalla terra ferma. Incisioni, graffiti e dipinti protostorici riproducenti animali (cervi, bovidi, equini, pesci), e figure umane risalenti a più di 5.000, 10.000, 15.000 anni fa, dimostrano che la presenza umana è stata costante e con culture diverse ed in trasformazione. Particolarmente interessante risulta una visita, oltre che a Cala del Genovese, a Cala dei Porci e di Punta Cappero, Cala di Tramontana, delle Pecore e di Punta Surci. È probabile che una più attenta ricerca nelle numerosissime grotte di grande valore naturalistico e storico dell'arcipelago, possa fare emergere altri segnali di testimonianze remote che, qua e là, di tanto in tanto vengono segnalate. Più recentemente la storia ha visto le isole teatro di presenza dei fenici, cartaginesi e romani. Mothia, la culla degli insediamenti fenici, si trova a due passi, i mari e le coste circostanti sono luoghi di testimonianze puniche (Erice, Marsala e la stessa Mothia) e romane (battaglia nel mare delle Egadi nel 241 a.C., case romane a Marettimo). È probabile che il forte di Santa Caterina di Favignana sia stato edificato su precedente insediamento punico (torre di avvistamento in continuum con quelle siciliane in particolare la torre Colombaia di Trapani, ed il Castello di Troia a Marettimo). Reperti, del resto, sono stati ritrovati a Favignana nelle necropoli di Cala San Nicola e stanziamenti di tipo punico in contrada Bosco. Significative testimonianze si trovano a Grotta del Pozzo (iscrizioni puniche), delle Navi, Grotta degli Archi (IV/V d.C.) e delle Stele, Grotte Ficara. I forti di Santa Caterina, San Giacomo e di San Leonardo (nella cui area oggi si trova Palazzo Florio) e lo stesso Castello di Punta Troia rientrano nella strategia normanna/sveva di fortificazione delle isole, successivamente ristrutturate nel XV – XVII secolo in pieno periodo aragonese/spagnolo, poi in età borbonica scaduti a luoghi di reclusioni.
Attorno al I secolo d.C. le piccole comunità delle Egadi godettero di una relativa tranquillità. Mentre la Sicilia si romanizzava, quel poco risalente a quell'epoca che si è rinvenuto nelle isole Egadi fa supporre che ci fossero solo piccoli stanziamenti di presidio. Marettimo in particolare fu sicuramente presidio di Roma. Ancora oggi il pianoro sovrastante il paese si chiama "Case Romane" e conserva i resti di un vasto edificio ad opus reticulatum, dal quale si domina tutto il mare a levante dell'isola fino alla costa sicula; ancora non se ne conoscono l'uso, probabilmente difensivo, né l'epoca esatta, ipotizzata fra il I secolo a.C. e il II d.C. I collegamento tra le isole egadi sono continui, quindi è possibile in qualunque momento della giornata organizzare la gita. Nella grotta–santuario detta del "Genovese" si potranno ammirare i rari graffiti di epoca paleolitica e neolitica, testimoni di una comunità dedita alla caccia e già allora alla pesca del tonno (vedi Mattanza). Sono raffigurate anche danze tribali simboli di rituali magici. Per gli amanti di questo tipo di escursione è indispensabile una visita a Levanzo (vedi pagina di Levanzo), la più piccola delle Egadi. I collegamento tra le isole egadi sono continui, quindi è possibile in qualunque momento della giornata organizzare la gita. Nella grotta-santuario detta del "Genovese" si potranno ammirare i rari graffiti di epoca paleolitica e neolitica, testimoni di una comunità dedita alla caccia e già allora alla pesca del tonno. Sono raffigurate anche danze tribali simboli di rituali magici.
Meraviglioso è anche il Castello di Punta Troia a Favignana. Edificato sulla cima di un suggestivo promontorio all'estrema punta nord–occidentale di Marettimo, il castello sorge sulle fondamenta di una torretta di avvistamento costruita nel IX secolo dai Saraceni. Nel XII secolo Ruggero II, re normanno di Sicilia, fortificò le postazioni difensive delle Egadi, tra le quali la torretta di Punta Troia; ma fu nel 1600 circa che gli Spagnoli edificarono l'attuale castello, dotandolo di una grande cisterna per la raccolta d'acqua e di una chiesetta che fu chiamata "Real Chiesa Parrocchiale" di Marettimo. La cisterna venne successivamente adibita dagli stessi Spagnoli a prigione per i reati più gravi: il primo "ospite" fu un giovanissimo parricida. Dalla fine del '700 fu utilizzata come prigione per i reati politici: nel 1798 vi fu rinchiuso Guglielmo Pepe, il più famoso dei patrioti della Repubblica Partenopea che trovarono orrende sofferenze in questa fossa senza luce né aria. Dalla chiusura del carcere, nel 1844, la fortezza fu utilizzata a scopi militari fino all'ultima guerra mondiale.
